GIACOMETTI di Federica Ravera
Federica ha ripreso la Tomba di
Giacometti: “Mettiamola sul Blog!” Con
entusiasmo inseriamo questo frammento che ha il valore di rinviarci a un altro
dei manifesti e dei manifestanti del “Terzo Cinema”. Con la strapotenza e il
vantaggio dell’arte figurativa e scultorea rispetto al cinema, Giacomentti fa
un’operazione di sublime banalizzazione del contenuto rispetto alla forma, al
punto che “L’Uomo che Cammina” puo’ essere l’elemento archetipico costitutivo
del Terzocinema: una persona che non si sa da dove provenga e dove andrà, si
vede solo che è in cammino. E’ un’enunciazione diretta naturale; l’istante
inutile dell’uomo moderno universale. La cosa meravigliosa è che la sua forma è
l’estensione verticale di ogni contenuto ideologico fino a smagrirlo nel sue Essere.
Uno dei teorici del terzocinema: Marcello Luce, dice che nel terzocinema la
Forma è il Contenuto e qui l’espressione da metafora diventa realtà, il
contenuto dell’opera di Giacometti è la sua forma. Quando riusciremo a dare
corpo a questa banalità avremmo realizzato il Terzo Cinema restringendo le
distanze ancora abissali tra la scandalosa libertà dell’arte figurativa del
novecento e il cinema sempre piu’ stritolato dalla pesantezza della prestazione
commerciale o colta.
A.F.
"L'Uomo che cammina"
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