martedì 28 agosto 2012


O FAI PARTE DEL PROBLEMA 
O FAI PARTE DELLA SOLUZIONE 
non c'è modo di essere in un'altra posizione


























Mamela Nyamza



Intervista ad Arthur Frame  di N.D.
- Ma Lei  non crede che anche in Italia possano esistere cast d’eccezione?
Si, certo, è che noi abbiamo qualche difficoltà a lavorare con attori già strutturati, non per motivi particolari ma semplicemente perchè il nostro cinema segue percorsi vitali. 
- Per questo avete fatto venire Mamela Nyamza da Cape Town?
Si, perché Mamela è la personificazione vivente dell’impermanenza.  Utilizza il gesto del quotidiano per evidenziarne la poesia e poi, invece di trattenerla, la lascia andare. 
- Chi partecipa al laboratorio triestino?
Circa 18 persone
Perchè Kineofilm ha scelto Trieste e non Roma per questo laboratorio?
Perchè Roma, come diceva Joyce, “ fa venire in mente qualcuno che mette in mostra il cadavere di sua nonna”
- Che cosa vi aspettate da questo laboratorio?
Di stare assieme e di divertirci, di rompere un pò l'isolamento che ognuno di noi immancabilmente vive. 
- Quanti attori  ci sono tra gli iscritti?
Qualche attore del terzocinema c’è.
- Gli altri  partecipanti chi sono?
Artistocratici e anche persone che non hanno titoli “nobiliari” (scherzo).
- Avete scelto un tema molto forte nel laboratorio: la morte, perchè?
Perché è qualcosa con cui facciamo i conti ogni volta che una persona che appartiene alla nostra vita se ne va.
- Grazie
Prego

Isingqala

PER UNA NUOVA FISIONOMIA DELL'ATTORE: TERZOCINEMA

lunedì 27 agosto 2012


ISINGQALA ACTION BY MAMELA NYAMZA
9 SETTEMBRE ORE 21,15 
MUSEO FERROVIARIO DI TRIESTE IN VIA GIULIO CESARE,1
EVENTO PROMOSSO DA KINEOFILM E GRUPPO 78 CON IL PATROCINIO DEL SOUTH AFRICAN EMBASSY

ISINGQALA
by Mamela Nyamza
DOMENICA 9 SETTEMBRE 2012 - ORE 21,15 - MUSEO FERROVIARIO
VIA GIULIO CESARE 1 - 34123 - TRIESTE
EVENTO PROMOSSO DA KINEOFILM E GRUPPO 78
CON IL PATROCINO DEL SOUTH AFRICAN EMBASSY




Josif Brodskij: Verso il mare della dimenticanza
Non è necessario che tu mi ascolti, non è importante che tu senta le mie parole, / no, non è importante, ma io ti scrivo lo stesso (eppure sapessi com'è strano, per me, scriverti di nuovo, / com'è bizzarro rivivere un addio...) / Ciao, sono io che entro nel tuo silenzio. // Che vuoi che sia se non potrai vedere come qui ritorna primavera / mentre un uccello scuro ricomincia a frequentare questi rami, / proprio quando il vento riappare tra i lampioni, sotto i quali passavi in solitudine. / Torna anche il giorno e con lui il silenzio del tuo amore. // Io sono qui, ancora a passare le ore in quel luogo chiaro che ti vide amare e soffrire... // Difendo in me il ricordo del tuo volto, così inquietamente vinto; / so bene quanto questo ti sia indifferente, e non per cattiveria, bensì solo per la tenerezza / della tua solitudine, per la tua coriacea fermezza, / per il tuo imbarazzo, per quella tua silenziosa gioventù che non perdona. // Tutto quello che valichi e rimuovi / tutto quello che lambisci e poi nascondi, / tutto quello che è stato e ancora è, tutto quello che cancellerai in un colpo / di sera, di mattina, d'inverno, d'estate o a primavera / o sugli spenti prati autunnali - tutto resterà sempre con me. // Io accolgo il tuo regalo, il tuo mai spedito, leggero regalo, / un semplice peccato rimosso che permette però alla mia vita di aprirsi in centinaia di varchi / sull'amicizia che hai voluto concedermi / e che ti restituisco affinché tu non abbia a perderti. // Arrivederci, o magari addio. / Lìbrati, impossèssati del cielo con le ali del silenzio / oppure conquista, con il vascello dell'oblio, il vasto mare della dimenticanza.